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Lo Studio e la sua sede

Palazzo dei Pittori: una sede legata alla storia artistica di Firenze.

Lo Studio Magnini ha scelto come sede un edificio dal carattere particolare, costruito per ospitare artisti e divenuto nel tempo un luogo di incontro e di produzione culturale.

Lo Studio Magnini

Una presenza professionale a Firenze dal 1966.

Lo Studio Magnini esercita nel campo della consulenza alle aziende e ai professionisti, fornendo il necessario supporto alla gestione economica e commerciale della loro attività.

Specializzato in consulenza aziendale, societaria, tributaria e del lavoro, ha l’obiettivo di affiancare il cliente nelle problematiche di natura civilistica e fiscale e nelle procedure necessarie a tutelarne gli interessi. Quando richiesto dalla natura dell’incarico, lo Studio si avvale della collaborazione di consulenti specializzati nelle diverse discipline professionali.

Il titolare è Roberto Magnini, Dottore Commercialista iscritto alla Sezione A dell’ODCEC di Firenze al n. 792 dal 1992 e iscritto al Registro dei revisori legali tenuto presso il MEF al n. 86691.

La storia del palazzo

Un luogo nato per accogliere pittori e scultori.

Il Palazzo dei Pittori fu costruito tra il 1880 e il 1881 per iniziativa del pittore inglese Lemmon, su disegno dell’architetto Tito Bellini, con lo scopo di ospitare artisti inglesi, tedeschi e italiani. La sua architettura è rappresentativa del periodo umbertino e conserva il carattere di un edificio pensato fin dall’origine come luogo di lavoro e di confronto culturale.

Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento il palazzo fu frequentato o abitato da artisti e intellettuali, tra cui Arnold Böcklin, Egisto Ferroni e Gabriele d’Annunzio. Negli anni successivi vi ebbero studio, tra gli altri, Giovanni e Romeo Costetti, Giuseppe Graziosi e diversi pittori legati alla scena artistica fiorentina.

Nel secondo dopoguerra il palazzo continuò a ospitare numerosi artisti. Il gruppo G.A.V.I.M. - Gruppo Artisti Viale Milton - organizzava mostre primaverili aprendo gli studi al pubblico e alimentando il confronto sulla pittura e sulla scultura. Tra i sostenitori di questa esperienza figurò anche Giovanni Spadolini.

La vicenda storica degli studi artistici si concluse negli anni Novanta, dopo il cambio di proprietà dell’edificio e il rilascio dei locali da parte degli storici occupanti. Il Palazzo dei Pittori rimane tuttavia un luogo riconoscibile della memoria culturale fiorentina.

Testo storico sintetizzato a partire dal contributo di Bruno Becchi conservato dallo Studio.

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